DALLA MALARIA AI CAMBIAMENTI CLIMATICI: LE SFIDE DEL CONSORZIO DI BONIFICA PER UN TERRITORIO DI QUALITA’.

Intervista curata da Hunext al Direttore Generale del Consorzio di Bonifica Veneto Orientale Ing. Sergio Grego.

  • Cominciamo dall’inizio, Il nome scelto per la manifestazione “TerreEvolute” è molto suggestivo, quale ragionamento c’è dietro questa scelta?

Guardi il nome in realtà ha una duplice accezione.

Da un lato queste terre, prima che evolute sono state fortemente “volute”.

Si tratta di territori che cento anni fa sono stati letteralmente strappati alla palude, zone per cui la qualità necessaria ad esercitare le attività umane, prima fra tutte l’agricoltura, è stata creata “redimendo” – che è il termine storicamente utilizzato – la terra, rendendola fruibile e coltivabile.

Oggi sono territori ancora più attivi; dove cento anni fa esistevano paludi ed acquitrini oggi si coltiva ma non solo, in quei luoghi ora sorgono città, strade, infrastrutture turistiche. A me piace ricordare che ad esempio sia l’aeroporto di Fiumicino che il “nostro” Marco Polo sorgono in zone che senza l’attività di bonifica non sarebbero utilizzabili.

  • Un territorio che è cambiato e si è evoluto felicemente, quindi. E i Consorzi di Bonifica quanto si sono modificati in questo arco temporale?

Mi verrebbe da dire che i consorzi non sono cambiati affatto, almeno per quanto riguarda la loro struttura sostanziale; le novità più rilevanti riguardano il numero e le dimensioni degli enti. Pensi che nel 1976 i consorzi in Veneto erano 80, ora questo è il numero dei consorzi di bonifica in tutta Italia. Ciò significa che da molti e piccoli i consorzi sono diventati meno numerosi ma molto più estesi.

Però l’idea fondamentale della bonifica è rimasta la stessa, forse perché era già moderna cento anni fa.

  • Cioè? Qual è questo stato il principio innovatore centenario?

Il Regio Decreto del 1933 che ha istituito questi enti li ha disegnati a metà tra il pubblico ed il privato, con finalità pubbliche ma con gestione affidata ai privati proprietari terrieri. Una sorta di “privatizzazione” ante litteram. Oggi i consorzi ricevono finanziamenti pubblici ma solo per la realizzazione di nuove opere. Per mantenere quelle esistenti ancora oggi sono i proprietari/beneficiari del territorio a coprire le spese attraverso i loro contributi.

Bisogna dire che il meccanismo evidentemente funziona perché nel tempo alle finalità originarie di bonifica integrale tradizionalmente legate all’agricoltura (scolo dell’acqua salmastra e creazione di rete irrigua di acqua dolce, costruzione di ambulatori malarici, strade, acquedotti, appoderamenti), nel tempo si sono aggiunte attività di difesa idraulica, protezione civile, sorveglianza antinquinamento.

  • E parlando di futuro, quali sono le sfide che gli enti di bonifica si troveranno a raccogliere e rilanciare?

Il festival della bonifica vuole proprio ripercorrere la strada fatta e mostrare la direzione per il futuro, si tratterà di raccogliere la sfida della sostenibilità ambientale, anche pensando all’incipiente cambio climatico.

L’obbiettivo è quello di conservare un territorio sano, pulito e perciò bello.

Il territorio è un valore, anche economico, solo se ne viene preservata la qualità, per coloro che vi abitano e per coloro che lo visitano. Ricordo infatti che la nostra è una regione ad altissima vocazione turistica.

  • Chi sono i vostri partner, chi vi sostiene in questo impegno?

Naturalmente i consorziati, cioè i proprietari di terreni e fabbricati che con i loro contributi (dei quali il 96% riscossi su base volontaria) continuano a costituire il primo stakeholder del consorzio.

Poi ci sono i partner istituzionali, Regioni, Comuni, Provincie e ovviamente l’Europa. Ci sono anche i partner che io chiamo operativi, i fornitori con i quali abbiamo rapporti commerciali di servizi o di forniture, sono quelli che devono capirci.

  • Cosa intende esattamente? Cosa devono capire i fornitori?

Noi siamo un mondo volto al pubblico servizio e non al profitto, non dobbiamo guadagnare ma arrivare ovunque serva.

Quindi i nostri fornitori sono chiamati ad avere grande flessibilità e capacità di trovare soluzioni sempre più efficaci. In questo ad esempio il gruppo Hunext ci ha supportati, fornendoci una soluzione per l’amministrazione e la gestione del personale efficiente e innovativa: dai software più consolidati come paghe e budget al Portale dei dipendenti con il quale il Consorzio gestisce i rapporti on line fino alle timbrature tramite app installata sullo smartphone; per noi è importante avere personale sul territorio e nel contempo verificarne la presenza con pochi gesti.

Insomma, spirito di servizio ed efficienza, pensando alle generazioni future.